«Non so se siamo in regola»: da dove si comincia

Come capire se l’azienda è in regola con l’antincendio: presidi, controlli, registro, formazione. Da dove si comincia, senza aspettare un’ispezione.

AdempimentiAggiornato il 6 min di lettura

Mano che spunta le voci di una checklist su un tablet con la penna

Per capire se un’azienda è in regola con l’antincendio bisogna verificare cinque cose: che i presidi siano quelli giusti, che siano controllati alle scadenze, che ci sia il registro dei controlli, che esistano valutazione del rischio e piano di emergenza e che gli addetti siano designati e formati. Il modo più rapido per saperlo è un sopralluogo: in una visita si vede cosa c’è, in che stato è e cosa manca.

«Non so se siamo in regola.» È la frase con cui inizia la maggior parte delle telefonate che riceviamo. Subito dopo, di solito, arrivano le altre tre: «non ricordo quando sono state fatte le ultime manutenzioni», «ho bisogno di qualcuno che mi segua e mi dica cosa devo fare», «vorrei evitare problemi in caso di controllo».

Se hai pensato una di queste cose di recente, la buona notizia è che sei in anticipo: la maggior parte delle aziende ci chiama dopo una contestazione o un’ispezione, quando il margine di manovra è più stretto.

Perché succede di non sapere se si è in regola

Quasi mai per trascuratezza. Le situazioni che troviamo più spesso sono tre, e sono tutte molto ordinarie:

  • i presidi sono stati installati in momenti diversi da fornitori diversi, e nessuno ha più il quadro completo delle scadenze;
  • l’attività è cambiata — un ampliamento, un cambio di layout, un magazzino nuovo — e la dotazione antincendio è rimasta quella di prima;
  • si è sempre pensato che bastasse comprare gli estintori, mentre le attrezzature vanno anche installate correttamente e controllate nel tempo.

Nessuna di queste è un disastro. Sono tutte situazioni che si rimettono in ordine in poche settimane, se si parte dal punto giusto. Le trovi descritte più a fondo in I 6 errori più comuni nella gestione della sicurezza antincendio.

Cosa serve per essere in regola antincendio

Il quadro normativo per i luoghi di lavoro poggia su pochi riferimenti: il D.Lgs. 81/2008, che mette gli obblighi in capo al datore di lavoro; il D.M. 3 settembre 2021, sui criteri di sicurezza antincendio dei luoghi di lavoro; il D.M. 1 settembre 2021, su controllo e manutenzione dei presidi; il D.M. 2 settembre 2021, su gestione dell’emergenza e formazione degli addetti. In pratica si traducono in questa lista:

CosaCosa verificareApprofondimento
EstintoriTipo adatto al rischio, posizione, cartellino con il controllo degli ultimi 6 mesiManutenzione estintori
Idranti e naspiAccessibili, integri, controllatiIdranti e naspi
Porte tagliafuocoSi chiudono da sole, non sono bloccate aperte con zeppe o oggettiPorte REI
Luci di emergenzaSi accendono al mancare della corrente e illuminano le vie di esodoIlluminazione di emergenza
Rilevazione incendio (se presente)Impianto controllato, allarmi funzionantiRilevazione incendio
SegnaleticaPresidi e uscite segnalati e visibiliPresidi e cartellonistica
Registro dei controlliEsiste, è aggiornato, riporta anomalie e soluzioniRegistro antincendio
Valutazione del rischio e piano di emergenzaAggiornati allo stato attuale dei locali—
Addetti antincendioDesignati, formati, presenti in ogni turno—
Vie di esodoLibere da materiali, uscite apribili—

Quali e quanti presidi servono non si decide a tavolino: dipende dalla valutazione del rischio incendio della singola attività. Per scegliere il tipo giusto di estintore ci sono guide dedicate: polvere o CO₂, quadri elettrici, batterie al litio.

Casi reali: cosa emerge nei controlli

Quando un’azienda scopre di non essere in regola, di solito lo scopre così: da un verbale. Tre esempi documentati mostrano cosa guardano davvero gli organi di controllo.

  • Treviso, giugno 2026. Una campagna di controlli dei Carabinieri dell’Ispettorato del lavoro nel Trevigiano ha portato alla sospensione di sette attività. Tra queste, un ristorante di Vittorio Veneto, perché il datore di lavoro non aveva redatto il piano di emergenza ed evacuazione; a Conegliano e San Biagio di Callalta sono state contestate, tra l’altro, violazioni per omessa formazione dei lavoratori. Lezione: il piano di emergenza non è un documento accessorio, la sua assenza può fermare l’attività.
  • Santa Giustina in Colle (PD), febbraio 2023. In un controllo dei Carabinieri del Nucleo Ispettorato del Lavoro di Padova in un laboratorio tessile, al titolare è stata contestata tra le irregolarità penali la mancata revisione degli estintori, con segnalazione all’Autorità giudiziaria. Lezione: gli estintori c’erano, ma non erano mantenuti. Per chi controlla è come se non ci fossero.
  • Cassazione, sentenza n. 14657/2018. In un grande centro commerciale un corridoio che faceva da passaggio comune e da uscita di emergenza era ingombro di materiali; un lavoratore vi è caduto riportando fratture. La condanna del responsabile è stata confermata, e la Corte ha ricordato che le vie di circolazione verso le uscite vanno tenute libere per poterle usare «in ogni evenienza». Lezione: essere in regola è anche una questione di come si usano i locali ogni giorno.

A questi si aggiunge la sentenza n. 39363/2015, con cui la Cassazione ha confermato la condanna del titolare di un pub che non aveva formato i dipendenti sulle procedure di emergenza e aveva considerato «basso» il rischio incendio di un locale aperto al pubblico. Le sanzioni sono previste dal D.Lgs. 81/2008 e dipendono dalla violazione accertata.

Il punto giusto da cui partire

Il primo passo è sempre lo stesso: un sopralluogo. Si guarda cosa c’è davvero, in che stato è e quando è stato controllato l’ultima volta. Non serve che tu abbia preparato niente: se la documentazione manca o è incompleta, la ricostruiamo noi leggendo le etichette dei dispositivi.

Da lì escono tre cose:

  1. cosa manca rispetto a quello che la tua attività richiede;
  2. cosa è scaduto o sta per scadere;
  3. quanto costa rimettere in ordine e mantenere, con un preventivo chiaro e senza obbligo di acquisto.

Se nel frattempo vuoi fare una prima verifica da solo, bastano dieci minuti: gira la sede con la tabella qui sopra e segna ogni voce su cui non sai rispondere. Le voci senza risposta sono esattamente quelle da cui partiamo.

Poi, la parte che toglie il problema

Rimettersi in pari è la metà facile. La metà che conta è non tornare nella situazione di prima, e lì il meccanismo è semplice: le scadenze le teniamo noi. Programmiamo i controlli e ti contattiamo prima di ogni intervento, così non c’è niente da ricordare. Dopo ogni visita ricevi il verbale firmato con l’esito di ogni presidio: è quello che rende il registro dei controlli completo senza lavoro in più da parte tua.

È anche il motivo per cui conviene avere un solo interlocutore per tutti i presidi invece di tre fornitori diversi: con più fornitori, prima o poi, qualcosa scivola tra le maglie. Se stai valutando come dotarti dei presidi, leggi anche acquisto o noleggio e ogni quanto si revisiona un estintore.

Cosa fare adesso

Se stai leggendo questa pagina perché hai un controllo in vista, o semplicemente perché ti sei accorto di non avere il quadro sotto controllo, la cosa utile da fare adesso è chiedere un sopralluogo. Da lì in poi diventa una gestione ordinaria, e smette di essere un pensiero.

Richiedi un sopralluogo o un preventivo.

Riferimenti

Servizi collegati

Domande frequenti su questo tema

Come faccio a sapere se la mia attività è in regola?

Serve partire da un sopralluogo: si verifica quali presidi sono presenti, in che stato sono e quando sono stati controllati l’ultima volta. Da lì si ricostruisce il calendario delle scadenze e si vede subito cosa manca.

Quali attività devono avere gli estintori?

Tutte quelle in cui la valutazione del rischio incendio ne determina la necessità, e le attività soggette agli obblighi previsti dalla normativa antincendio. Numero, tipologia e posizione dipendono dalle caratteristiche dei locali e dal rischio specifico: non esiste una regola uguale per tutti.

Il sopralluogo è impegnativo?

No. Analizziamo le esigenze e prepariamo un preventivo chiaro e dettagliato, senza costi nascosti e senza alcun obbligo di acquisto.

Cosa controllano in un’ispezione antincendio sul luogo di lavoro?

In genere lo stato dei presidi e dei loro controlli, il registro dei controlli, la valutazione del rischio incendio, il piano di emergenza, la designazione e la formazione degli addetti e le vie di esodo libere. Chi controlla guarda sia i presidi sia le carte che dimostrano come vengono gestiti.

Ogni quanto vanno controllati gli estintori?

Il controllo periodico degli estintori va fatto ogni sei mesi da personale qualificato. Oltre a questo sono previsti altri interventi programmati, con scadenze che dipendono dal tipo di estintore: in sopralluogo ricostruiamo il calendario corretto per ogni presidio della sede.

Non trovo più i verbali delle vecchie manutenzioni: posso rimediare?

Sì. Lo stato di ogni presidio si ricostruisce dal dispositivo stesso, leggendo etichette e cartellini, e da quel momento si riparte con una documentazione completa. Il passato non documentato non si inventa, ma il presente si può mettere in ordine subito.

Vuoi sapere a che punto sei?

Un sopralluogo chiarisce cosa c’è, cosa manca e cosa è in scadenza. Il preventivo è chiaro e senza obbligo di acquisto.