34A 233B C è la capacità estinguente di un estintore: le lettere dicono su quali fuochi si può usare (A solidi, B liquidi, C gas), i numeri dicono quanto grande è il focolare che ha spento nelle prove di omologazione previste dalla norma UNI EN 3-7. Più alto è il numero davanti alla lettera, più l’estintore è capace su quella classe di fuoco.
È la sigla che si trova sul classico estintore a polvere da 6 kg appeso in quasi tutti i capannoni, negozi e uffici. La leggiamo ogni giorno durante i controlli, e quando un cliente ci chiede «ma questo va bene?» la risposta parte quasi sempre da lì. Vediamo come si legge, pezzo per pezzo.
Cosa significa 34A 233B C, pezzo per pezzo
| Parte della sigla | Cosa indica | Come si legge |
|---|---|---|
| 34 | Dimensione del focolare di classe A spento in prova | Le prove si fanno su cataste di legno di lunghezza crescente: 34A indica un focolare lungo circa 3,4 metri |
| A | Idoneo ai fuochi di classe A | Materiali solidi che fanno brace: legno, carta, cartone, tessuti, molte plastiche |
| 233 | Dimensione del focolare di classe B spento in prova | Il numero è il volume in litri del liquido nel piatto di prova (un terzo acqua, due terzi combustibile): 233B è il focolare più grande previsto |
| B | Idoneo ai fuochi di classe B | Liquidi infiammabili e solidi che fondono: benzina, gasolio, solventi, vernici, paraffina |
| C | Idoneo ai fuochi di classe C | Gas infiammabili: metano, GPL, propano. Nessun numero, perché per la classe C non si fa una prova di spegnimento in laboratorio |
I valori della tabella sono quelli descritti nel materiale di addestramento del Comando dei Vigili del Fuoco di Rimini, citato in fondo alla pagina. Le taglie possibili sono una scala fissa: per la classe A si va da 5A a 55A, per la classe B da 21B a 233B. Un estintore «34A 233B C», quindi, sta nella parte alta della scala per entrambe le classi.
Due cose da non fare quando si legge la sigla:
- non sommare o confrontare i numeri di classi diverse. 233 non è «più» di 34: misurano focolari diversi, uno di legno e uno di liquido;
- non leggere la classe C come un voto. Per i gas la regola pratica è un’altra: prima di tutto si chiude la valvola di intercettazione. Il materiale formativo dei Vigili del Fuoco lo dice chiaramente: un fuoco di gas si spegne in sicurezza togliendo il gas, non con l’estintore.
Le classi di fuoco A, B, C, D e F
Le classi di fuoco sono definite dalla norma UNI EN 2. Un estintore riporta in etichetta solo le classi per cui è idoneo, con il relativo pittogramma.
| Classe | Cosa brucia | Esempi tipici in azienda | Cosa guardare in etichetta |
|---|---|---|---|
| A | Solidi che formano brace | Magazzini, uffici, archivi, pallet, imballaggi | Numero + A (es. 13A, 34A) |
| B | Liquidi e solidi liquefacibili | Officine, verniciature, depositi di carburante e solventi | Numero + B (es. 144B, 233B) |
| C | Gas infiammabili | Centrali termiche, bombole, linee gas | Solo la lettera C |
| D | Metalli combustibili | Lavorazioni di magnesio, alluminio in polvere, sodio | Estintori speciali, efficacia da valutare caso per caso |
| F | Oli e grassi da cucina | Cucine professionali, friggitrici, mense | Numero + F (es. 5F, 25F, 40F, 70F) |
La vecchia «classe E», per i fuochi su apparecchiature elettriche, non esiste più come classe. Al suo posto l’etichetta riporta un’avvertenza: «adatto all’uso su apparecchiature elettriche sotto tensione fino a 1000 V a una distanza di 1 m». La trovi sugli estintori a polvere e a CO₂ e su quelli ad acqua che hanno superato la prova dielettrica. Per i quadri elettrici abbiamo scritto una guida a parte: quale estintore per i quadri elettrici.
Come leggere l’etichetta di un estintore
L’etichetta è divisa in parti, sempre nello stesso ordine. Sapere dove guardare fa risparmiare tempo:
- Parte 1 — identificazione. La parola «estintore», la carica nominale (in kg per polvere e CO₂, in litri per acqua e schiuma), il tipo di agente estinguente e la capacità estinguente, cioè la nostra sigla 34A 233B C.
- Parte 2 — istruzioni d’uso. I pittogrammi con le operazioni da fare e quelli delle classi di fuoco su cui l’estintore si può usare.
- Parte 3 — avvertenze. Tra cui l’idoneità sulle apparecchiature in tensione e, per alcuni agenti, la raccomandazione di aerare il locale dopo l’uso.
- Parte 4 — dati tecnici. Ricarica dopo l’uso, verifiche, composizione dell’agente, gas di pressurizzazione e temperature di utilizzo.
Poi c’è il cartellino di manutenzione, che non fa parte dell’etichetta del costruttore ma è la cosa che guarda per prima chi fa un controllo: riporta gli interventi fatti e la data entro cui va fatto il prossimo. Un estintore con un’ottima classe e il cartellino scaduto, in un’ispezione, vale come un estintore non a posto.
L’etichetta, infine, deve essere leggibile, in italiano e rivolta verso chi guarda, non verso il muro: è una delle voci della lista di sorveglianza proposta dai Vigili del Fuoco.
Quale classe serve nella mia attività
La scelta non la fa l’etichetta: la fa la valutazione del rischio incendio, che è in capo al datore di lavoro (D.Lgs. 81/2008 e D.M. 1 settembre 2021 per la parte di controlli e manutenzione). Le indicazioni generali che si ritrovano nel materiale dei Vigili del Fuoco sono queste:
- la protezione con estintori di classe A va estesa a tutta l’attività;
- la classe B si può limitare alle zone dove quel rischio c’è davvero (officina, deposito vernici, area carburanti);
- gli estintori di classe F vanno installati a protezione delle superfici di cottura;
- per rischi particolari — metalli, batterie, macchinari delicati — si decide caso per caso.
Conta anche l’agente, non solo la sigla. Un estintore a polvere 34A 233B C copre molto, ma in un ambiente chiuso riduce la visibilità e sporca tutto; per questo nei locali chiusi il materiale VV.F. suggerisce, quando possibile, estintori a base d’acqua. Ne parliamo nella guida estintore a polvere o CO₂, e per i casi speciali in estintore per batterie al litio.
Casi reali
La sigla sull’etichetta dice cosa l’estintore sapeva fare quando è uscito dalla fabbrica. I casi che seguono mostrano cosa succede quando ci si ferma lì.
Palazzolo dello Stella (Udine), aprile 2026 — il cartellino lo tradisce. Durante un controllo in un locale pubblico nel corso di una serata, i carabinieri della compagnia di Latisana, con il supporto del NAS e del Nucleo ispettorato del lavoro, hanno trovato un estintore con la manutenzione scaduta e non aggiornata dal 2019. All’attività sono state contestate violazioni amministrative. La lezione: in ispezione la prima cosa che si legge non è la classe, è il cartellino. Un estintore «giusto» ma non manutenuto non conta.
ThyssenKrupp, Torino, dicembre 2007 — estintori presenti, ma non efficaci. Nel rogo della linea 5 dello stabilimento morirono sette operai. Secondo le testimonianze riportate dalle cronache, gli estintori usati per affrontare il principio d’incendio erano scarichi o quasi vuoti; l’articolo di PuntoSicuro sulla sentenza di Cassazione riporta che «nonostante i frequenti incendi sulla linea 5, gli estintori erano quasi vuoti». Le condanne per omicidio colposo sono state confermate dalla Cassazione nel 2016. La lezione: la capacità estinguente stampata sull’etichetta presuppone un estintore carico ed efficiente, e una dotazione proporzionata al rischio reale della lavorazione.
Cassazione penale, 1988 — l’efficienza si prova con il cartellino. In una vecchia pronuncia sul trasporto di merci pericolose, riportata da La Legge per Tutti, la Corte ha ritenuto che l’efficienza degli estintori si dimostri con il cartellino che indica la data dell’ultima ricarica, e che la sua mancanza equivalga a circolare senza presidio antincendio. La lezione: vale ancora oggi, e non solo sui camion. Senza documentazione dell’intervento, l’estintore c’è ma non conta.
Checklist: leggere un estintore in un minuto
- La classe in etichetta copre i fuochi possibili in quella zona (A ovunque, B dove ci sono liquidi, F in cucina)?
- C’è l’avvertenza per le apparecchiature in tensione, se l’estintore è vicino a quadri o macchine elettriche?
- L’etichetta è leggibile, in italiano e girata verso chi guarda?
- Il cartellino di manutenzione c’è e la data del prossimo intervento non è passata?
- L’indicatore di pressione, se presente, è nel campo verde?
- Il sigillo è integro?
Se una di queste risposte è «no» o «non lo so», è il momento di far vedere gli estintori a un tecnico. Qui trovi cosa comprende il nostro servizio di manutenzione estintori, e se serve sostituire o integrare la dotazione, la vendita di presidi e cartellonistica.
Cosa fare adesso
Se hai estintori di cui non sai leggere l’etichetta, o non sei sicuro che la classe sia quella giusta per il tuo rischio, la strada più rapida è un sopralluogo: leggiamo noi etichette e cartellini, ti diciamo cosa va bene, cosa manca e cosa è scaduto. Richiedi un preventivo oppure, se vuoi prima orientarti, leggi ogni quanto si revisiona un estintore e «non so se siamo in regola».
Riferimenti
- UNI EN 3-7
- UNI EN 2
- UNI 9994-1
- D.M. 1 settembre 2021
- D.Lgs. 81/2008
- Comando VV.F. Rimini — Addestramento all’uso degli estintori (capacità estinguente ed etichetta)
- Vigili del Fuoco — Materiale corsi addetti antincendio, parte 2
- UdineToday — Palazzolo dello Stella, estintore con manutenzione scaduta dal 2019
- Wikipedia — Incidente della ThyssenKrupp di Torino
- PuntoSicuro — Thyssen, la Cassazione conferma le condanne
- La Legge per Tutti — Manutenzione estintori: sentenze
Servizi collegati

Manutenzione estintori
Controllo semestrale, revisione e collaudo degli estintori portatili e carrellati secondo la norma vigente, con registro digitale e verbale firmato.

Vendita presidi e cartellonistica
Fornitura di estintori, idranti, segnaletica di sicurezza e cartellonistica a norma.

Ricarica e revisione estintori
Revisione periodica e ricarica dell’agente estinguente (polvere, schiuma, CO₂) con sostituzione delle parti soggette a usura.
