Gli errori più comuni nella gestione della sicurezza antincendio sono sei: pensare che basti comprare un estintore, scegliere solo in base al prezzo, non conoscere gli obblighi di legge, frammentare le scadenze tra più fornitori, trascurare la formazione del personale e chiamare qualcuno solo dopo un’ispezione. Nessuno dei sei nasce dalla cattiva volontà: nascono quasi tutti dall’idea che l’antincendio sia un acquisto, mentre è una gestione nel tempo.
Li vediamo ogni settimana ai primi sopralluoghi. Qui sotto li trovi uno per uno, con cosa significano in pratica e con un caso reale — sentenze e controlli documentati — che mostra come vanno a finire quando nessuno se ne accorge in tempo.
Errore 1 — Pensare che basti acquistare un estintore
La semplice fornitura non è sufficiente: tutte le attrezzature antincendio devono essere installate correttamente e sottoposte a controlli periodici. Un estintore comprato e appeso a un muro, senza manutenzione, non mette in regola nessuno.
Il motivo è semplice. Un estintore è un recipiente in pressione con dentro un agente estinguente: nel tempo la pressione può calare, la valvola può bloccarsi, il contenitore può danneggiarsi, qualcuno può averlo usato e rimesso al suo posto scarico. Da fuori sembra identico a uno efficiente. Per questo la legge non chiede di «avere» gli estintori, ma di mantenerli efficienti: il D.M. 1 settembre 2021 fissa i criteri per controllo e manutenzione dei presidi antincendio, e per gli estintori il controllo periodico è ogni sei mesi. Lo stesso vale, con le loro regole, per idranti e naspi, porte tagliafuoco e luci di emergenza.
Il caso reale. Nella notte del 6 dicembre 2007, alla ThyssenKrupp di Torino, un incendio sulla linea 5 ha ucciso sette operai. Le ricostruzioni riportano che i lavoratori presero gli estintori lungo la linea senza riuscire a domare le fiamme e che uno risultò praticamente vuoto; tra le criticità denunciate comparivano «estintori scarichi, idranti inefficienti». La vicenda giudiziaria, arrivata fino alle Sezioni Unite della Cassazione (sentenza n. 38343/2014), ha messo al centro la decisione dei vertici di posticipare l’investimento antincendio, l’assenza di un sistema automatico di rivelazione e spegnimento sulla linea e la mancata organizzazione di percorsi formativi per i lavoratori. La lezione: un presidio non verificato dà una sicurezza che non c’è, proprio nel momento in cui serve.
Errore 2 — Scegliere il prezzo più basso senza valutare il servizio
Un’offerta conveniente può nascondere costi aggiuntivi o un’assistenza limitata. Oltre al prezzo vanno valutate affidabilità, competenza e trasparenza: nella manutenzione antincendio il costo iniziale è solo una parte della spesa reale.
In concreto, due preventivi con la stessa cifra in fondo possono contenere cose molto diverse. Le domande da fare sono sempre le stesse:
- chi tiene le scadenze: il manutentore ti richiama prima di ogni intervento, o devi ricordartene tu?
- cosa ricevi dopo ogni visita: un verbale firmato con l’esito di ogni presidio e le anomalie, o una ricevuta?
- cosa è escluso: ricariche, ricambi, sostituzioni, uscite straordinarie;
- quanto velocemente interviene se un presidio viene usato o risulta guasto.
Un servizio che costa poco perché salta i controlli, o perché non lascia traccia di quello che ha fatto, costa moltissimo il giorno in cui qualcuno chiede di vedere le carte. E non sposta la responsabilità: resta in capo al datore di lavoro.
Il caso reale. Con la sentenza n. 30143 del 15 luglio 2016 la Cassazione ha confermato la condanna del dirigente dell’area tecnica e manutentiva di un Comune: nell’istituto scolastico di sua competenza l’impianto idrico antincendio non funzionava e gli estintori non erano stati sottoposti alla verifica periodica. La lezione: la manutenzione non è una voce di spesa da comprimere, è un obbligo con un nome e un cognome di chi ne risponde.
Errore 3 — Non conoscere gli obblighi previsti dalla legge
Molte aziende non sanno quali dispositivi sono necessari, né con quale frequenza vanno controllati, e si espongono a possibili sanzioni. È la situazione più frequente che troviamo al primo sopralluogo.
Il quadro, oggi, si regge su pochi riferimenti: il D.Lgs. 81/2008 (obblighi del datore di lavoro), il D.M. 3 settembre 2021 (criteri di progettazione e esercizio della sicurezza antincendio nei luoghi di lavoro), il D.M. 1 settembre 2021 (controllo, manutenzione e registro dei controlli) e il D.M. 2 settembre 2021 (gestione dell’emergenza e formazione degli addetti). Quali presidi servono, quanti e dove dipende dalla valutazione del rischio incendio della singola attività: non esiste una dotazione uguale per tutti. Anche la scelta del presidio giusto conta — ne parliamo in polvere o CO₂, l’estintore per i quadri elettrici e cosa significa la classe 34A 233BC.
Il caso reale. Il 14 febbraio 2023 i Carabinieri del Nucleo Ispettorato del Lavoro di Padova hanno controllato un laboratorio tessile a Santa Giustina in Colle: tra le irregolarità penali contestate al titolare c’era la mancata revisione degli estintori, con segnalazione all’Autorità giudiziaria. Nel giugno 2026, nel Trevigiano, un controllo dell’Ispettorato del lavoro ha portato alla sospensione di un ristorante di Vittorio Veneto il cui datore di lavoro non aveva redatto il piano di emergenza ed evacuazione. La lezione: non conoscere un obbligo non lo fa sparire, e spesso lo si scopre dal verbale di chi controlla.
Errore 4 — Affidarsi a più fornitori senza una gestione coordinata
Gestire manutenzioni e forniture con aziende diverse crea confusione sulle scadenze e aumenta il rischio di dimenticanze. Un unico interlocutore semplifica l’organizzazione e rende la gestione più efficace.
Succede quasi sempre per stratificazione: gli estintori li ha messi un fornitore, gli idranti un altro, le porte REI le ha montate l’impresa del capannone, le luci di emergenza l’elettricista. Ognuno ha il suo calendario, i suoi verbali, il suo formato. Il risultato è un registro fatto di fogli che non si parlano e un presidio — di solito quello che nessuno sente come «suo» — che esce dal giro dei controlli. Le porte tagliafuoco e l’illuminazione di emergenza sono le più dimenticate.
Il caso reale. Nella stessa vicenda della scuola decisa dalla Cassazione nel 2016 (sentenza n. 30143), le carenze riguardavano due presidi diversi insieme: gli estintori non verificati e l’impianto idrico antincendio non funzionante. Quando nessuno ha il quadro dell’intero sistema, le mancanze si sommano invece di compensarsi. La lezione: le scadenze vanno tenute in un posto solo, da qualcuno che ha la visione di tutti i presidi della sede.
Errore 5 — Sottovalutare la formazione del personale
Avere attrezzature efficienti è fondamentale, ma è altrettanto importante che chi lavora sappia come comportarsi in caso di emergenza. L’attrezzatura senza le persone formate risolve metà del problema.
Il D.Lgs. 81/2008 obbliga il datore di lavoro a designare preventivamente i lavoratori incaricati della prevenzione incendi, della lotta antincendio e dell’evacuazione; il D.M. 2 settembre 2021 stabilisce come vanno formati. Ma la nomina sulla carta non basta: servono addetti presenti in ogni turno, che sappiano usare un estintore, conoscano le vie di esodo e le tengano libere, e che sappiano quando è il momento di smettere di spegnere e uscire.
I casi reali. Con la sentenza n. 4165 del 31 gennaio 2025 la Cassazione ha confermato la condanna del legale rappresentante di un’azienda per le gravi ustioni subite da un lavoratore nel 2017: le scintille di una smerigliatrice avevano incendiato un contenitore di solvente e il lavoratore, mai formato sul rischio incendio, lo aveva afferrato d’istinto per portarlo via. La Corte ha scritto che l’omessa o carente formazione antincendio è una violazione sostanziale degli obblighi di prevenzione, e che una reazione istintiva di chi non è stato formato non è un comportamento «abnorme».
Più grave ancora il caso deciso con la sentenza n. 22334 del 2011: in un albergo di circa 350 posti letto la squadra di emergenza esisteva sulla carta, ma la notte dell’incendio nessuno dei suoi componenti era in servizio, solo il portiere e un aiutante non formati. Nell’incendio morirono tre persone e la Cassazione ha confermato la responsabilità della direzione. Nel 2015 (sentenza n. 39363) la Corte ha confermato anche la condanna del titolare di un pub che non aveva formato i dipendenti sulle procedure di emergenza né gli addetti antincendio. La lezione: la squadra antincendio conta per chi c’è davvero quando serve, non per chi è scritto nell’organigramma.
Errore 6 — Chiamare solo dopo una contestazione o un’ispezione
Molti clienti si rivolgono a noi soltanto quando il problema è già emerso. Una gestione preventiva costa meno, evita le criticità e permette di lavorare con più tranquillità.
Dopo un’ispezione si lavora con i tempi decisi da altri: ci sono prescrizioni da rispettare entro una data, a volte un’attività sospesa, e il procedimento sanzionatorio previsto dal D.Lgs. 81/2008 può essere già partito. Prima, invece, si può fare tutto con calma: sopralluogo, ricostruzione dello stato dei presidi, calendario delle scadenze. È lo stesso lavoro, fatto nell’ordine giusto. Se ti riconosci in questa situazione, parti da «Non so se siamo in regola».
Il caso reale. Il ristorante di Vittorio Veneto e il laboratorio di Santa Giustina in Colle citati sopra hanno una cosa in comune: il problema è diventato visibile il giorno del controllo, non prima. Nel caso ThyssenKrupp le ricostruzioni giudiziarie hanno dato peso proprio alla scelta di rinviare gli interventi antincendio già programmati. La lezione: il momento meno costoso per sistemare la sicurezza antincendio è sempre prima che qualcuno venga a guardarla.
Checklist: come capire se stai facendo uno di questi errori
| Domanda | Se la risposta è «no»… |
|---|---|
| Ogni estintore ha il cartellino con l’ultimo controllo degli ultimi sei mesi? | Errore 1 |
| Sai cosa comprende il contratto di manutenzione e cosa ricevi dopo ogni visita? | Errore 2 |
| Hai una valutazione del rischio incendio aggiornata e un piano di emergenza? | Errore 3 |
| Le scadenze di tutti i presidi (estintori, idranti, porte, luci) stanno in un posto solo? | Errore 4 |
| In ogni turno c’è almeno un addetto antincendio formato e presente? | Errore 5 |
| Le vie di esodo e le uscite di emergenza sono libere oggi, non solo il giorno del controllo? | Errori 3 e 5 |
| Il registro dei controlli è aggiornato e consultabile subito? | Errori 1, 4 e 6 |
| L’ultima volta che hai chiamato il manutentore è stato per tua scelta, non dopo un controllo? | Errore 6 |
Se hai più di due «no», non è un dramma: è la situazione normale di chi non ha mai avuto un unico riferimento. Ma è il segnale che conviene rimettere in fila le cose adesso.
Cosa fare adesso
Il primo passo è un sopralluogo: guardiamo quali presidi ci sono, in che stato sono e quando sono stati controllati, anche se la documentazione è incompleta. Da lì escono tre cose — cosa manca, cosa è scaduto e un calendario unico delle scadenze — e un preventivo chiaro, senza obbligo di acquisto. Se devi ancora decidere come dotarti dei presidi, leggi anche acquisto o noleggio.
Riferimenti
- D.Lgs. 81/2008
- D.M. 1 settembre 2021 (Decreto controlli)
- D.M. 2 settembre 2021 (gestione della sicurezza antincendio e formazione)
- D.M. 3 settembre 2021 (criteri generali di progettazione per i luoghi di lavoro)
- ThyssenKrupp Torino, 6 dicembre 2007: la ricostruzione
- PuntoSicuro: ThyssenKrupp, la sentenza e i vertici aziendali
- Cass. pen., Sezioni Unite, n. 38343/2014 (ThyssenKrupp)
- Cass. pen. n. 30143/2016: estintori non verificati e impianto idrico non funzionante in una scuola
- Cass. pen. n. 4165/2025: mancata formazione antincendio in un’officina
- Cass. pen. n. 22334/2011: la squadra antincendio solo sulla carta
- Cass. pen. n. 39363/2015: pub, formazione sulle emergenze e valutazione del rischio incendio
- Santa Giustina in Colle (PD), 2023: controllo dei Carabinieri e mancata revisione degli estintori
- Treviso, 2026: controlli dell’Ispettorato del lavoro, ristorante sospeso senza piano di emergenza
Servizi collegati

Manutenzione estintori
Controllo semestrale, revisione e collaudo degli estintori portatili e carrellati secondo la norma vigente, con registro digitale e verbale firmato.

Manutenzione idranti e naspi
Controllo e manutenzione di idranti UNI 45/70, naspi UNI 25 e colonnine, comprensivo di verifica di cassette, vetri e cartellonistica.

Porte tagliafuoco REI
Controllo periodico di porte e portoni tagliafuoco REI: cerniere, maniglioni antipanico, dispositivi di autochiusura e guarnizioni.

Illuminazione di emergenza
Verifica delle lampade di emergenza, autonomia delle batterie e sostituzione dei corpi illuminanti.

Impianti di rilevazione incendio
Controllo di centrali, rilevatori, pulsanti, targhe ottiche e batterie degli impianti di rivelazione fumi.

Vendita presidi e cartellonistica
Fornitura di estintori, idranti, segnaletica di sicurezza e cartellonistica a norma.
