Estintore per batterie al litio: cosa funziona davvero

Estintore per batterie al litio: polvere e CO₂ abbassano la fiamma ma non fermano la fuga termica. Cosa dicono i test e come prevenire.

Scelta dell’estintoreAggiornato il 7 min di lettura

Primo piano di una batteria di accumulatori con poli rossi e blu

Un estintore a polvere o a CO₂ può abbassare la fiamma di una batteria al litio, ma non ferma la reazione che la sta scaldando dall’interno: la batteria può riaccendersi anche dopo molto tempo. Su un piccolo dispositivo la cosa che funziona è raffreddare, con molta acqua o con un estinguente a base acquosa; su un pacco batterie grande l’estintore portatile serve solo a guadagnare tempo per uscire. Per questo, con il litio, la vera protezione si costruisce prima: dove e come si ricarica, dove si stocca, chi se ne accorge.

È un tema che fino a pochi anni fa riguardava pochi. Oggi in quasi ogni azienda ci sono muletti e transpallet al litio, utensili a batteria, monopattini ed e-bike dei dipendenti, un accumulo accanto al fotovoltaico. Vediamo cosa sapere.

Perché le batterie al litio bruciano in modo diverso

Il problema ha un nome: fuga termica (thermal runaway). Una cella danneggiata, surriscaldata o difettosa avvia al suo interno una catena di reazioni che producono calore. Il calore scalda le celle vicine, che a loro volta partono: il fuoco si propaga da cella a cella e si alimenta con le sostanze chimiche contenute nella batteria stessa.

Le conseguenze pratiche sono tre:

  • togliere ossigeno non basta: la combustione non dipende solo dall’aria intorno, quindi soffocare la fiamma non ferma la reazione;
  • la batteria si può riaccendere ore dopo che la fiamma sembra spenta;
  • il fumo è tossico: durante la fuga termica si liberano gas pericolosi da respirare, anche in piccole quantità di batteria.

Proprio per queste caratteristiche, la revisione della norma internazionale ISO 3941, pubblicata a gennaio 2026, ha introdotto una nuova classe L dedicata agli incendi di celle e batterie agli ioni di litio (senza litio metallico). Oggi, però, la classe L esiste come classificazione del fuoco: non è ancora accompagnata da una prova normalizzata per gli estintori, come invece avviene per le classi A, B e F con la UNI EN 3-7.

Incendio batterie al litio: come si spegne

La risposta onesta è: raffreddando. Un gruppo di ricerca di Sapienza Università di Roma, ENEA e Vigili del Fuoco ha confrontato in laboratorio diversi agenti su celle agli ioni di litio. Nel lavoro del 2018 le conclusioni sono che, tra acqua, schiuma, polvere, CO₂ e acqua nebulizzata, i più efficaci sono acqua e schiuma. Nello studio successivo la CO₂ è risultata in grado di spegnere la fiamma ma non di raffreddare la cella, tanto da richiedere più applicazioni.

Il modo in cui intervengono i Vigili del Fuoco lo conferma. A Sacile (PN), su un principio d’incendio di tre batterie al litio di un accumulo fotovoltaico, la squadra ha spento le fiamme, ha raffreddato le batterie e poi le ha immerse in una vasca piena d’acqua, per evitare che il surriscaldamento interno le facesse incendiare di nuovo.

In pratica, per chi è sul posto:

SituazioneCosa fare
Utensile, telefono, batteria singola che fumaAllontanare le persone, raffreddare con molta acqua o estinguente a base acquosa; se si può farlo in sicurezza, portare il pezzo all’aperto lontano da combustibili
E-bike o monopattino in fiammeUscire, chiudere la porta del locale, chiamare il 112
Muletto, transpallet, accumulo, scaffale di batterieNon avvicinarsi: evacuare, chiamare il 112, segnalare la presenza di batterie al litio
Fiamma spentaNon considerarla finita: tenere la batteria isolata e sotto osservazione

Estintore per batterie al litio: esistono davvero?

Sì, esistono estintori venduti come specifici per il litio. I più diffusi sono a base acquosa con additivi, per esempio a dispersione acquosa di vermiculite (AVD), che raffreddano e ricoprono le celle. Sono una scelta sensata vicino a postazioni di ricarica o in laboratori dove si montano o si riparano batterie.

Due avvertenze, però:

  1. Non c’è ancora un metro comune. Senza una prova normalizzata per la classe L, ogni produttore dichiara i propri test, su celle e condizioni diverse. Va letta la scheda tecnica: su che tipo e che dimensione di batteria è stato provato, e con quale risultato.
  2. Nessun estintore portatile ferma un pacco grande. Un estintore dedicato è utile sui piccoli dispositivi e nei primi secondi. Sul pacco di un muletto, di un’auto o di un sistema di accumulo, la reazione può continuare a lungo e serve l’intervento dei Vigili del Fuoco.

E gli estintori che hai già? Tienili. Il polvere e la CO₂ restano i presidi giusti per tutto il resto dell’ambiente (vedi estintore a polvere o CO₂), e la CO₂ resta la scelta per i quadri elettrici, che nelle zone di ricarica sono sempre presenti (vedi quale estintore per i quadri elettrici).

Casi reali: batterie al litio in aziende e negozi

Milano Bovisa, luglio 2026: il deposito di un corriere

La sera dell’8 luglio 2026 ha preso fuoco il deposito BRT di via don Minzoni, a Milano Bovisa: un capannone adibito allo smistamento pacchi. Secondo Greenmove, due container pieni di biciclette elettriche hanno continuato a bruciare anche dopo lo spegnimento del capannone, richiedendo un lungo lavoro di raffreddamento. Arpa Lombardia ha avviato il monitoraggio della qualità dell’aria e ai residenti nel raggio di due chilometri è stato consigliato di tenere le finestre chiuse. La causa, al momento dell’articolo, non era stata accertata.

La lezione: quando c’è un quantitativo importante di batterie, spegnere il fabbricato non chiude l’intervento. Chi stocca prodotti con batterie al litio deve considerarle nella valutazione del rischio incendio: dove stanno, quanto sono concentrate, quanto sono lontane dal resto.

Lomazzo (CO), luglio 2026: una batteria durante l’assemblaggio

Il 14 luglio 2026 i Vigili del Fuoco sono intervenuti in un’azienda del compendio ComoNext a Lomazzo: durante una fase di assemblaggio una batteria al litio aveva iniziato a fare fumo e a scaldarsi. I lavoratori hanno usato subito i presidi antincendio disponibili e chiamato i soccorsi. La squadra di Lomazzo ha immerso la batteria in acqua all’esterno, ha allontanato i materiali combustibili e delimitato l’area in attesa dello smaltimento. Nessuna persona coinvolta.

La lezione: è l’esempio di come dovrebbe andare. Reazione immediata, chiamata ai soccorsi, batteria portata fuori e raffreddata, area isolata. Se in azienda si maneggiano batterie, vale la pena prevedere in anticipo un contenitore con acqua o sabbia, un’area esterna dove portarle e una procedura scritta.

Zogno (BG), settembre 2026: un negozio di biciclette di notte

Nella notte tra il 7 e l’8 settembre 2026 un incendio ha devastato uno storico negozio di biciclette a Zogno, in Val Brembana. Secondo BergamoNews i danni alle sole biciclette sono stimati in circa mezzo milione di euro, e l’appartamento al piano di sopra è stato dichiarato inagibile. Tra le ipotesi al vaglio c’è un problema legato alla batteria di una bicicletta elettrica; la causa non è stata ancora accertata. Nessun ferito, anche perché il negozio era chiuso.

La lezione: l’incendio notturno, a locale chiuso, è lo scenario in cui l’estintore non serve a niente perché non c’è nessuno a usarlo. Dove si ricaricano o si stoccano batterie fuori orario, quello che fa la differenza è un impianto di rilevazione incendi che dia l’allarme subito.

Prevenzione: la parte che conta di più

Il documento dei Vigili del Fuoco e di ENEA sui rischi dello stoccaggio di sistemi di accumulo agli ioni di litio parte da un principio: la prima cosa da evitare è l’abuso termico. Tradotto per un’azienda:

  • zona di ricarica dedicata per muletti, transpallet, utensili ed e-bike, lontana da materiali combustibili, scaffalature piene e vie di esodo;
  • caricabatterie originali o approvati dal costruttore, e niente ricariche non sorvegliate di batterie danneggiate o di dubbia provenienza;
  • batterie danneggiate (gonfie, ammaccate, cadute, bagnate) messe subito da parte, in un’area separata, e non rimesse in carica;
  • stoccaggio separato delle batterie nuove o di magazzino, in quantità limitate per scaffale e protette da calore e sole diretto;
  • rilevazione incendi nelle zone di ricarica e stoccaggio, soprattutto se restano incustodite di notte;
  • un estintore adatto vicino alla zona di ricarica, controllato ogni sei mesi come tutti gli altri, e personale che sa cosa fare e cosa non fare.

Sul controllo periodico non cambia nulla rispetto agli altri presidi: controllo semestrale e annotazione nel registro antincendio, mentre revisione e collaudo seguono le cadenze previste dalla UNI 9994-1 per ciascun agente estinguente (vedi ogni quanto si revisiona un estintore).

Cosa fare adesso

Se in azienda sono comparsi muletti al litio, postazioni di ricarica o un accumulo e la dotazione antincendio è rimasta quella di prima, è il momento di riguardarla: è uno degli errori più comuni che troviamo. Con un sopralluogo guardiamo dove si ricarica e dove si stocca, verifichiamo che i presidi siano adatti e ti proponiamo cosa aggiungere, dai presidi e dalla cartellonistica alla rilevazione incendi, fino alla manutenzione degli estintori esistenti.

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Domande frequenti su questo tema

Che estintore serve per le batterie al litio?

Su un principio d’incendio di una batteria agli ioni di litio la cosa che conta è raffreddare: nei test di Sapienza, ENEA e Vigili del Fuoco acqua e schiuma sono risultati gli agenti più efficaci. Esistono estintori dedicati, a base acquosa con additivi, ma a oggi non c’è una prova normalizzata per verificarne le prestazioni: vanno scelti leggendo i test dichiarati dal produttore. Polvere e CO₂ possono abbassare la fiamma, ma non raffreddano le celle.

Come si spegne un incendio di batterie al litio?

Un piccolo dispositivo si raffredda con molta acqua e, se lo si può fare in sicurezza, lo si allontana dai materiali combustibili; i Vigili del Fuoco, in casi del genere, immergono poi le batterie in una vasca d’acqua per evitare che si riaccendano. Un pacco batterie grande, come quello di un muletto o di un accumulo, non si affronta con un estintore portatile: si evacua e si chiamano i soccorsi.

L’estintore a CO₂ spegne una batteria al litio?

Spegne la fiamma, ma non la batteria. Nei test su celle agli ioni di litio la CO₂ si è dimostrata meno efficace di acqua e schiuma perché non riesce a raffreddare la cella, e la reazione interna può proseguire e riaccendere il fuoco. È utile per il resto dell’ambiente, non come soluzione per il pacco batterie.

Cos’è la classe L degli incendi?

È la nuova classe di fuoco introdotta dalla norma ISO 3941 nella revisione pubblicata a gennaio 2026, dedicata agli incendi di celle e batterie agli ioni di litio senza litio metallico. La classificazione, però, non è ancora accompagnata da una prova normalizzata per gli estintori, quindi oggi non esiste un’etichetta «classe L» verificata come avviene per le classi A, B e F.

Dove si ricaricano muletti, transpallet ed e-bike in azienda?

In una zona dedicata, lontana da materiali combustibili e dalle vie di esodo, ventilata, con un estintore adatto a portata di mano e possibilmente coperta da un sistema di rilevazione incendi. Da evitare la ricarica non sorvegliata in mezzo al magazzino o negli uffici, e l’uso di caricabatterie non originali.

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