Un estintore a polvere o a CO₂ può abbassare la fiamma di una batteria al litio, ma non ferma la reazione che la sta scaldando dall’interno: la batteria può riaccendersi anche dopo molto tempo. Su un piccolo dispositivo la cosa che funziona è raffreddare, con molta acqua o con un estinguente a base acquosa; su un pacco batterie grande l’estintore portatile serve solo a guadagnare tempo per uscire. Per questo, con il litio, la vera protezione si costruisce prima: dove e come si ricarica, dove si stocca, chi se ne accorge.
È un tema che fino a pochi anni fa riguardava pochi. Oggi in quasi ogni azienda ci sono muletti e transpallet al litio, utensili a batteria, monopattini ed e-bike dei dipendenti, un accumulo accanto al fotovoltaico. Vediamo cosa sapere.
Perché le batterie al litio bruciano in modo diverso
Il problema ha un nome: fuga termica (thermal runaway). Una cella danneggiata, surriscaldata o difettosa avvia al suo interno una catena di reazioni che producono calore. Il calore scalda le celle vicine, che a loro volta partono: il fuoco si propaga da cella a cella e si alimenta con le sostanze chimiche contenute nella batteria stessa.
Le conseguenze pratiche sono tre:
- togliere ossigeno non basta: la combustione non dipende solo dall’aria intorno, quindi soffocare la fiamma non ferma la reazione;
- la batteria si può riaccendere ore dopo che la fiamma sembra spenta;
- il fumo è tossico: durante la fuga termica si liberano gas pericolosi da respirare, anche in piccole quantità di batteria.
Proprio per queste caratteristiche, la revisione della norma internazionale ISO 3941, pubblicata a gennaio 2026, ha introdotto una nuova classe L dedicata agli incendi di celle e batterie agli ioni di litio (senza litio metallico). Oggi, però, la classe L esiste come classificazione del fuoco: non è ancora accompagnata da una prova normalizzata per gli estintori, come invece avviene per le classi A, B e F con la UNI EN 3-7.
Incendio batterie al litio: come si spegne
La risposta onesta è: raffreddando. Un gruppo di ricerca di Sapienza Università di Roma, ENEA e Vigili del Fuoco ha confrontato in laboratorio diversi agenti su celle agli ioni di litio. Nel lavoro del 2018 le conclusioni sono che, tra acqua, schiuma, polvere, CO₂ e acqua nebulizzata, i più efficaci sono acqua e schiuma. Nello studio successivo la CO₂ è risultata in grado di spegnere la fiamma ma non di raffreddare la cella, tanto da richiedere più applicazioni.
Il modo in cui intervengono i Vigili del Fuoco lo conferma. A Sacile (PN), su un principio d’incendio di tre batterie al litio di un accumulo fotovoltaico, la squadra ha spento le fiamme, ha raffreddato le batterie e poi le ha immerse in una vasca piena d’acqua, per evitare che il surriscaldamento interno le facesse incendiare di nuovo.
In pratica, per chi è sul posto:
| Situazione | Cosa fare |
|---|---|
| Utensile, telefono, batteria singola che fuma | Allontanare le persone, raffreddare con molta acqua o estinguente a base acquosa; se si può farlo in sicurezza, portare il pezzo all’aperto lontano da combustibili |
| E-bike o monopattino in fiamme | Uscire, chiudere la porta del locale, chiamare il 112 |
| Muletto, transpallet, accumulo, scaffale di batterie | Non avvicinarsi: evacuare, chiamare il 112, segnalare la presenza di batterie al litio |
| Fiamma spenta | Non considerarla finita: tenere la batteria isolata e sotto osservazione |
Estintore per batterie al litio: esistono davvero?
Sì, esistono estintori venduti come specifici per il litio. I più diffusi sono a base acquosa con additivi, per esempio a dispersione acquosa di vermiculite (AVD), che raffreddano e ricoprono le celle. Sono una scelta sensata vicino a postazioni di ricarica o in laboratori dove si montano o si riparano batterie.
Due avvertenze, però:
- Non c’è ancora un metro comune. Senza una prova normalizzata per la classe L, ogni produttore dichiara i propri test, su celle e condizioni diverse. Va letta la scheda tecnica: su che tipo e che dimensione di batteria è stato provato, e con quale risultato.
- Nessun estintore portatile ferma un pacco grande. Un estintore dedicato è utile sui piccoli dispositivi e nei primi secondi. Sul pacco di un muletto, di un’auto o di un sistema di accumulo, la reazione può continuare a lungo e serve l’intervento dei Vigili del Fuoco.
E gli estintori che hai già? Tienili. Il polvere e la CO₂ restano i presidi giusti per tutto il resto dell’ambiente (vedi estintore a polvere o CO₂), e la CO₂ resta la scelta per i quadri elettrici, che nelle zone di ricarica sono sempre presenti (vedi quale estintore per i quadri elettrici).
Casi reali: batterie al litio in aziende e negozi
Milano Bovisa, luglio 2026: il deposito di un corriere
La sera dell’8 luglio 2026 ha preso fuoco il deposito BRT di via don Minzoni, a Milano Bovisa: un capannone adibito allo smistamento pacchi. Secondo Greenmove, due container pieni di biciclette elettriche hanno continuato a bruciare anche dopo lo spegnimento del capannone, richiedendo un lungo lavoro di raffreddamento. Arpa Lombardia ha avviato il monitoraggio della qualità dell’aria e ai residenti nel raggio di due chilometri è stato consigliato di tenere le finestre chiuse. La causa, al momento dell’articolo, non era stata accertata.
La lezione: quando c’è un quantitativo importante di batterie, spegnere il fabbricato non chiude l’intervento. Chi stocca prodotti con batterie al litio deve considerarle nella valutazione del rischio incendio: dove stanno, quanto sono concentrate, quanto sono lontane dal resto.
Lomazzo (CO), luglio 2026: una batteria durante l’assemblaggio
Il 14 luglio 2026 i Vigili del Fuoco sono intervenuti in un’azienda del compendio ComoNext a Lomazzo: durante una fase di assemblaggio una batteria al litio aveva iniziato a fare fumo e a scaldarsi. I lavoratori hanno usato subito i presidi antincendio disponibili e chiamato i soccorsi. La squadra di Lomazzo ha immerso la batteria in acqua all’esterno, ha allontanato i materiali combustibili e delimitato l’area in attesa dello smaltimento. Nessuna persona coinvolta.
La lezione: è l’esempio di come dovrebbe andare. Reazione immediata, chiamata ai soccorsi, batteria portata fuori e raffreddata, area isolata. Se in azienda si maneggiano batterie, vale la pena prevedere in anticipo un contenitore con acqua o sabbia, un’area esterna dove portarle e una procedura scritta.
Zogno (BG), settembre 2026: un negozio di biciclette di notte
Nella notte tra il 7 e l’8 settembre 2026 un incendio ha devastato uno storico negozio di biciclette a Zogno, in Val Brembana. Secondo BergamoNews i danni alle sole biciclette sono stimati in circa mezzo milione di euro, e l’appartamento al piano di sopra è stato dichiarato inagibile. Tra le ipotesi al vaglio c’è un problema legato alla batteria di una bicicletta elettrica; la causa non è stata ancora accertata. Nessun ferito, anche perché il negozio era chiuso.
La lezione: l’incendio notturno, a locale chiuso, è lo scenario in cui l’estintore non serve a niente perché non c’è nessuno a usarlo. Dove si ricaricano o si stoccano batterie fuori orario, quello che fa la differenza è un impianto di rilevazione incendi che dia l’allarme subito.
Prevenzione: la parte che conta di più
Il documento dei Vigili del Fuoco e di ENEA sui rischi dello stoccaggio di sistemi di accumulo agli ioni di litio parte da un principio: la prima cosa da evitare è l’abuso termico. Tradotto per un’azienda:
- zona di ricarica dedicata per muletti, transpallet, utensili ed e-bike, lontana da materiali combustibili, scaffalature piene e vie di esodo;
- caricabatterie originali o approvati dal costruttore, e niente ricariche non sorvegliate di batterie danneggiate o di dubbia provenienza;
- batterie danneggiate (gonfie, ammaccate, cadute, bagnate) messe subito da parte, in un’area separata, e non rimesse in carica;
- stoccaggio separato delle batterie nuove o di magazzino, in quantità limitate per scaffale e protette da calore e sole diretto;
- rilevazione incendi nelle zone di ricarica e stoccaggio, soprattutto se restano incustodite di notte;
- un estintore adatto vicino alla zona di ricarica, controllato ogni sei mesi come tutti gli altri, e personale che sa cosa fare e cosa non fare.
Sul controllo periodico non cambia nulla rispetto agli altri presidi: controllo semestrale e annotazione nel registro antincendio, mentre revisione e collaudo seguono le cadenze previste dalla UNI 9994-1 per ciascun agente estinguente (vedi ogni quanto si revisiona un estintore).
Cosa fare adesso
Se in azienda sono comparsi muletti al litio, postazioni di ricarica o un accumulo e la dotazione antincendio è rimasta quella di prima, è il momento di riguardarla: è uno degli errori più comuni che troviamo. Con un sopralluogo guardiamo dove si ricarica e dove si stocca, verifichiamo che i presidi siano adatti e ti proponiamo cosa aggiungere, dai presidi e dalla cartellonistica alla rilevazione incendi, fino alla manutenzione degli estintori esistenti.
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Riferimenti
- UNI EN 3-7
- UNI 9994-1
- ISO 3941:2026
- D.M. 1 settembre 2021
- D.M. 3 settembre 2021
- D.Lgs. 81/2008
- Russo et al., «Effective fire extinguishing systems for lithium-ion battery», Chemical Engineering Transactions (2018)
- SicurAUTO — Incendi batterie al litio: quale estinguente funziona meglio
- Exponent — ISO 3941 adds Class L for Li-ion battery fire safety
- TCE Magazine — Batterie al litio e rischio incendio: la Classe L della ISO 3941:2026
- PuntoSicuro — Accumulatori al litio: sicurezza nello stoccaggio (documento VV.F.–ENEA)
- Vigili del Fuoco FVG — Incendio batterie al litio (Sacile, PN)
- Greenmove — Incendio a Bovisa: cosa succede quando una batteria al litio entra in fuga termica
- Il Faro in Rete — Incendio batteria in un’azienda del compendio ComoNext
- BergamoNews — Incendio devasta negozio di biciclette a Zogno
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