Per un quadro elettrico l’estintore giusto è, di norma, quello a CO₂: l’anidride carbonica non conduce elettricità e non lascia residui, quindi spegne senza rovinare interruttori, schede e cablaggi. Prima di usarlo, però, se si può farlo in sicurezza, si toglie tensione. Il polvere funziona anche lui, ma dopo la scarica il quadro va spesso smontato e pulito, o sostituito.
È una domanda che ci fanno a quasi ogni sopralluogo, di solito davanti al quadro generale con accanto un estintore a polvere. Non è sbagliato, ma si può fare meglio. Vediamo come.
Perché un incendio elettrico è diverso dagli altri
Un quadro che brucia non è una «classe» di fuoco a sé. Il materiale didattico dei Vigili del Fuoco lo spiega così: i principi di incendio che coinvolgono apparecchiature in tensione sono fuochi di classe A o B (isolanti, plastiche, polveri accumulate, cablaggi), con un pericolo in più: la tensione, e quindi il rischio di folgorazione per chi interviene.
Da qui nascono le due domande pratiche:
- l’estintore che ho in mano è sicuro da usare su un’apparecchiatura in tensione?
- dopo averlo usato, cosa resta del quadro?
Si può usare un estintore su un quadro sotto tensione?
Sì, entro i limiti che trovi scritti sull’etichetta. La norma di riferimento per gli estintori portatili è la UNI EN 3-7. Gli estintori a polvere, a CO₂ e ad agente pulito, e quelli a base d’acqua che hanno superato la prova dielettrica prevista dalla norma, riportano un’avvertenza di questo tipo:
«adatto all’uso su apparecchiature elettriche sotto tensione fino a 1000 V a una distanza di 1 m»
Gli estintori ad acqua o a schiuma che la prova non l’hanno fatta, o non l’hanno superata, riportano invece l’avvertenza opposta: non utilizzare su apparecchiature elettriche sotto tensione. Leggere l’etichetta, quindi, non è un dettaglio: è la differenza tra un intervento sicuro e una scossa.
Due regole che valgono in ogni caso:
- Se puoi, togli tensione prima. Lo raccomandano anche i Vigili del Fuoco: quando è possibile, prima di intervenire si disalimenta l’apparecchiatura. Per questo l’interruttore generale deve essere raggiungibile e riconoscibile, non dietro una porta chiusa a chiave di cui nessuno trova la chiave.
- Oltre i limiti dell’etichetta non si interviene. Cabine di media tensione, trasformatori, locali con tensioni superiori: si allontanano le persone, si chiamano i Vigili del Fuoco e il gestore della rete.
Perché la CO₂ è preferita sui quadri elettrici
A parità di sicurezza per chi lo usa, la differenza la fa il dopo.
| Estintore | Sul quadro in tensione | Cosa lascia |
|---|---|---|
| CO₂ | Sì, entro i limiti in etichetta | Niente: il gas evapora |
| Polvere | Sì, entro i limiti in etichetta | Residui igroscopici e corrosivi ovunque |
| Agente pulito | Sì, entro i limiti in etichetta | Niente: agente volatile |
| Base d’acqua/schiuma | Solo se ha superato la prova dielettrica | Acqua e schiuma sui componenti |
La polvere, una volta depositata su schede, contatti e morsettiere, assorbe umidità e diventa corrosiva: il rischio è di spegnere un principio di incendio e perdere comunque il quadro nelle settimane successive. La CO₂ invece non bagna e non lascia niente dietro di sé: dopo lo spegnimento si fa verificare l’impianto da un elettricista e, se il danno è limitato, si riparte prima.
Gli estintori ad agente pulito (clean agent) sono un’alternativa: non conduttivi, non lasciano residui e sono adatti quando bisogna preservare il bene. Si trovano soprattutto a protezione di apparecchiature di valore.
I limiti della CO₂ da tenere presenti
- Ha una gittata corta: bisogna avvicinarsi, restando comunque alla distanza indicata in etichetta.
- Non raffredda i materiali: se nel quadro bruciano isolanti o materiale accumulato, la fiamma può riprendere. Dopo la scarica si tiene d’occhio il quadro.
- In un locale tecnico piccolo e chiuso la CO₂ riduce l’ossigeno: dopo la scarica si esce e si arieggia.
- Il getto è molto freddo: si impugna dalla maniglia, mai dal cono.
Il confronto completo tra i due agenti è nella guida estintore a polvere o CO₂.
Dove va messo l’estintore per il quadro elettrico
Spesso il problema non è il tipo di estintore, ma la posizione. Qualche indicazione pratica:
- vicino, ma non addosso: l’estintore va sul percorso che porta al quadro, così lo prendi mentre ti avvicini e non devi passare accanto al quadro che fuma;
- visibile e segnalato con il cartello, all’altezza giusta, non dietro la porta del locale;
- libero davanti: niente scatoloni, pallet o carrelli davanti al quadro e davanti all’estintore;
- uno per rischio: quadro generale, quadri di reparto, sala server, locale inverter del fotovoltaico, ognuno con il suo presidio adatto.
E dove il quadro sta in un locale dove non c’è mai nessuno — un locale tecnico, una cabina, una sala server di notte — l’estintore da solo non basta: serve qualcuno che se ne accorga. Lì entra in gioco un impianto di rilevazione incendi.
Casi reali: quadri elettrici e locali tecnici
Basiliano (UD): il quadro del fotovoltaico di una scuola
Il 5 aprile 2025 i Vigili del Fuoco del Friuli Venezia Giulia hanno pubblicato il resoconto di un intervento a Basiliano, in un edificio che ospita una scuola dell’infanzia e una primaria: aveva preso fuoco il quadro elettrico esterno dell’impianto fotovoltaico. Le squadre del distaccamento di Codroipo hanno aperto il quadro con le dovute cautele e hanno spento le fiamme con gli estintori. Poi sono dovute salire sul tetto per disattivare i pannelli, «al fine di non far arrivare più tensione al quadro elettrico», e hanno chiesto l’intervento dei tecnici dell’azienda elettrica. Nessuna persona coinvolta.
La lezione: su un impianto fotovoltaico, staccare il collegamento con la rete non basta a togliere tensione, perché finché c’è luce i moduli producono. Se in azienda hai un impianto fotovoltaico, chi gestisce l’emergenza deve sapere dove sono i quadri di campo e gli inverter, come si sezionano, e deve esserci un estintore adatto accanto a ciascuno. Un caso simile, con i dipendenti che hanno contenuto l’incendio dei pannelli con gli estintori, è raccontato nella guida estintore a polvere o CO₂.
Strasburgo, marzo 2021: il data center di OVHcloud
Nella notte del 10 marzo 2021 un incendio ha distrutto il data center SBG2 di OVHcloud a Strasburgo e danneggiato l’edificio vicino. Secondo il rapporto dei vigili del fuoco del Basso Reno riportato da The Register, l’incendio è partito da un inverter nel locale energia; all’arrivo le squadre hanno trovato archi elettrici di oltre un metro attorno alla porta del locale, e l’elettricità è stata tolta solo dopo circa tre ore dall’inizio dell’incendio. Il rapporto indica che l’edificio non aveva un sistema di spegnimento automatico né un dispositivo di sezionamento generale. L’Uptime Institute riporta che il fumo nero ha impedito al personale di intervenire efficacemente.
La lezione: in un locale elettrico l’estintore serve nei primi istanti, finché il fuoco è un principio d’incendio. Se nessuno se ne accorge in tempo e non esiste un modo rapido per togliere tensione, anche chi arriva con i mezzi giusti deve aspettare. Rilevazione precoce e sezionamento raggiungibile valgono quanto l’estintore appeso al muro.
Checklist per il quadro elettrico della tua azienda
- Accanto a ogni quadro importante c’è un estintore adatto alle apparecchiature in tensione (verificato sull’etichetta), preferibilmente a CO₂.
- L’estintore è sul percorso verso il quadro, visibile e segnalato.
- Davanti a quadro ed estintore non c’è materiale accatastato.
- L’interruttore generale è identificato, raggiungibile e chi gestisce l’emergenza sa dove si trova.
- Se c’è un fotovoltaico, è chiaro dove sono quadri di campo e inverter e come si sezionano.
- I locali tecnici non presidiati hanno una rilevazione incendi.
- L’estintore ha il controllo semestrale annotato sul cartellino e nel registro antincendio.
Sul controllo: gli estintori a CO₂ si controllano ogni sei mesi come tutti gli altri, mentre revisione e collaudo seguono cadenze che dipendono dall’agente estinguente secondo la UNI 9994-1: ne parliamo nella pagina sul collaudo degli estintori e in ogni quanto si revisiona un estintore.
Cosa fare adesso
Se il tuo quadro generale ha accanto solo un estintore a polvere, o nessun estintore, è una delle cose più semplici da sistemare. Con un sopralluogo guardiamo quadri, locali tecnici e fotovoltaico, verifichiamo che ogni presidio sia adatto al rischio del punto in cui si trova e ti proponiamo cosa aggiungere o spostare. Ci occupiamo di manutenzione degli estintori e fornitura di presidi e cartellonistica; se non sai da dove partire leggi «non so se siamo in regola».
Richiedi un preventivo o un sopralluogo: preventivo chiaro e dettagliato, senza obbligo di acquisto.
Riferimenti
- UNI EN 3-7
- UNI 9994-1
- D.M. 1 settembre 2021
- D.M. 3 settembre 2021
- D.Lgs. 81/2008
- Comando VV.F. Rimini — Addestramento all’uso dei presidi antincendio: estintori
- FirEst — Chiarimenti sui criteri di omologazione degli estintori (prova dielettrica EN 3-7)
- Notiziario Sicurezza — Estintori a polvere chimica secca: analisi tecnica
- Vigili del Fuoco FVG — Incendio di un quadro elettrico (Basiliano, UD)
- The Register — OVHcloud datacenter «lacked» automatic fire extinguishers
- Uptime Institute — Learning from the OVHcloud data center fire
Servizi collegati

Manutenzione estintori
Controllo semestrale, revisione e collaudo degli estintori portatili e carrellati secondo la norma vigente, con registro digitale e verbale firmato.

Vendita presidi e cartellonistica
Fornitura di estintori, idranti, segnaletica di sicurezza e cartellonistica a norma.

Impianti di rilevazione incendio
Controllo di centrali, rilevatori, pulsanti, targhe ottiche e batterie degli impianti di rivelazione fumi.
