Registro antincendio: chi lo compila e cosa ci va scritto

Il registro antincendio è obbligatorio e va tenuto dal responsabile dell’attività o da chi lui incarica. Cosa annotare e cosa succede in caso di controllo.

AdempimentiAggiornato il 6 min di lettura

Mano che compila a penna un registro cartaceo, accanto a un blocco appunti

Il registro antincendio deve essere tenuto dal responsabile dell’attività, o da una persona che lui incarica. Non è un adempimento della ditta di manutenzione: noi ti consegniamo i verbali e la documentazione di ogni intervento, ma il registro resta tuo. Ci vanno annotati controlli, verifiche, manutenzioni e anomalie di tutti i presidi antincendio della sede.

È la domanda che ci fanno più spesso subito dopo un controllo, di solito con una certa apprensione. Vale la pena chiarirla una volta per tutte.

Il registro antincendio è obbligatorio?

Sì. Il D.M. 1 settembre 2021, il cosiddetto «Decreto controlli», fissa i criteri per il controllo e la manutenzione di impianti, attrezzature e altri sistemi di sicurezza antincendio nei luoghi di lavoro. Dal 25 settembre 2022, data in cui è entrato in vigore, il registro dei controlli deve essere predisposto a cura del datore di lavoro, e ci si annotano i controlli periodici e gli interventi di manutenzione sui presidi.

Prima non era così netto. Fino al 2022 l’obbligo si ricavava da norme diverse, alcune poi abrogate, e la giurisprudenza lo mostra bene (lo vediamo nei casi reali più sotto). Oggi il riferimento è uno solo e non lascia margini: se hai presidi antincendio in un luogo di lavoro, hai un registro da tenere.

Chi deve tenere il registro dei controlli antincendio

La responsabilità è del datore di lavoro, cioè di chi gestisce l’attività. Può incaricare una persona di tenerlo materialmente — un responsabile di stabilimento, l’ufficio tecnico, l’RSPP — ma la responsabilità non si trasferisce con la penna: se il registro manca o è vuoto, la domanda arriva comunque a lui.

La ditta di manutenzione ha un ruolo diverso: esegue i controlli e rilascia la documentazione di quello che ha fatto. È materiale che alimenta il registro, non lo sostituisce.

Cosa ci va scritto dentro

Nel registro si annotano quattro cose:

  • le verifiche periodiche eseguite sulle attrezzature e sugli impianti;
  • gli interventi di manutenzione, ordinari e straordinari;
  • i controlli effettuati, con la data e chi li ha fatti;
  • le anomalie riscontrate e come sono state risolte.

L’ultimo punto è quello che quasi tutti dimenticano. Annotare un’anomalia non è un’ammissione di colpa: è la prova che il problema è stato visto e gestito. Un registro in cui non è mai andato storto niente, in dieci anni di attività, è meno credibile di uno in cui si legge che una porta REI non chiudeva bene ed è stata sistemata la settimana dopo.

Ecco come si presenta, in pratica, una riga fatta bene:

DataPresidioAttivitàEsito / anomaliaAzione e data di chiusuraChi
12/03Estintore n. 7, magazzinoControllo periodicoManometro in zona rossaSostituito il 14/03Tecnico manutentore
12/03Porta REI uscita nordControllo periodicoNon si richiude completamenteRegolato chiudiporta il 19/03Tecnico manutentore
02/04Uscita di emergenza reparto BSorveglianza internaBancali davanti alla portaSpostati subitoAddetto antincendio

La terza riga conta quanto le altre due: anche la sorveglianza fatta dal personale interno — uscite libere, estintori al loro posto, luci di emergenza integre — è una cosa da annotare.

Quali presidi finiscono nel registro? Tutti quelli presenti in sede: estintori, idranti e naspi, porte tagliafuoco, illuminazione di emergenza, impianti di rilevazione. Per gli estintori il controllo periodico è ogni sei mesi; per il resto delle scadenze vedi ogni quanto si revisiona un estintore.

Perché serve davvero

La ragione pratica è una sola: il registro è come dimostri di aver fatto le cose. In caso di verifica dei Vigili del Fuoco o di un organo di controllo, la domanda non è se hai fatto la manutenzione, è se riesci a farlo vedere.

Lo stesso vale sul piano assicurativo. Dopo un sinistro, una gestione documentata della sicurezza antincendio è un elemento a tuo favore; una gestione fatta bene ma non documentata è, dal punto di vista di chi valuta, indistinguibile da una non fatta.

Casi reali

  • Cassazione, sentenza n. 3684/2014 — discoteca del Padovano. Il Tribunale di Padova aveva condannato il legale rappresentante di una discoteca, tra l’altro, per la mancata tenuta dei registri antincendio e per un estintore non sottoposto a manutenzione. La Cassazione ha annullato la condanna perché l’obbligo del registro, come era stato contestato, non aveva più una base normativa precisa: la norma che lo prevedeva era stata abrogata. Lezione: quel vuoto oggi non c’è più. Con il D.M. 1 settembre 2021 il registro è un obbligo esplicito del datore di lavoro, e la stessa difesa non sarebbe più possibile.
  • Cassazione, sentenza n. 30143/2016 — una scuola. È stata confermata la condanna del dirigente dell’area tecnica e manutentiva di un Comune perché, in un istituto scolastico, l’impianto idrico antincendio non funzionava e gli estintori non erano stati sottoposti alla verifica periodica. Lezione: la prima cosa che si accerta è se le verifiche sono state fatte, e la prova sta nella documentazione.
  • Santa Giustina in Colle (PD), febbraio 2023. Durante un controllo dei Carabinieri del Nucleo Ispettorato del Lavoro in un laboratorio tessile, al titolare è stata contestata la mancata revisione degli estintori, con segnalazione all’Autorità giudiziaria. Lezione: gli estintori erano appesi al muro, ma nulla dimostrava che fossero stati mantenuti.
  • ThyssenKrupp, Torino, 6 dicembre 2007. Nell’incendio della linea 5 sono morti sette operai; le ricostruzioni riportano estintori che non riuscirono a domare le fiamme, e tra le criticità denunciate «estintori scarichi, idranti inefficienti». Lezione: un registro serio non è burocrazia, è il meccanismo che fa emergere in tempo un presidio che non funziona.

Le sanzioni per chi non rispetta gli obblighi di controllo e manutenzione sono previste dal D.Lgs. 81/2008 e variano in base alla violazione accertata.

Il nostro ruolo

Su richiesta supportiamo i clienti nella corretta gestione del registro, e in ogni caso forniamo tutta la documentazione relativa agli interventi eseguiti: verbale firmato al termine di ogni intervento, con l’esito delle verifiche e le eventuali anomalie.

Quello che facciamo sempre, anche senza che ce lo si chieda, è tenere noi il calendario delle scadenze e contattarti prima di ogni intervento programmato. La dimenticanza è il modo più banale e più frequente di trovarsi scoperti — ne parliamo anche in I 6 errori più comuni nella gestione della sicurezza antincendio.

Checklist del registro antincendio

  • Il registro esiste ed è consultabile in sede (cartaceo o digitale) in pochi minuti.
  • Contiene tutti i presidi della sede, non solo gli estintori.
  • Ogni controllo ha data, esito e chi l’ha fatto.
  • Le anomalie sono annotate insieme a come e quando sono state risolte.
  • I verbali del manutentore sono allegati o richiamati.
  • È annotata anche la sorveglianza interna (uscite libere, presidi al loro posto).
  • L’ultima annotazione sugli estintori risale a meno di sei mesi fa.

Cosa fare adesso

Se non sai a che punto sei — capita spesso, soprattutto quando i presidi sono stati installati da fornitori diversi in momenti diversi — il primo passo è un sopralluogo: si guarda cosa c’è, si ricostruisce lo stato manutentivo e si imposta un programma di verifiche. Da lì in poi il registro si aggiorna da sé, un intervento alla volta. Se il dubbio è più generale, parti da «Non so se siamo in regola».

Richiedi un sopralluogo o un preventivo.

Riferimenti

Servizi collegati

Domande frequenti su questo tema

Chi deve compilare il registro antincendio?

Il responsabile dell’attività, oppure una persona che lui incarica formalmente. Non è un compito che spetta alla ditta di manutenzione: la ditta fornisce la documentazione degli interventi, ma il registro resta in capo a chi gestisce l’attività.

Il registro antincendio può essere digitale?

Sì, purché sia completo, aggiornato e disponibile al momento del controllo. Quello che conta non è il supporto, ma che le annotazioni ci siano tutte e siano riconducibili a chi le ha fatte.

Cosa succede se il registro non è aggiornato?

In caso di verifica diventa difficile dimostrare di aver fatto la manutenzione, anche quando la si è fatta davvero. Il registro è la prova: senza, l’onere di dimostrare la corretta gestione ricade comunque sul responsabile dell’attività.

Il registro antincendio è obbligatorio?

Sì. Il D.M. 1 settembre 2021, in vigore dal 25 settembre 2022, prevede che il datore di lavoro predisponga il registro dei controlli, in cui annotare controlli periodici e interventi di manutenzione sui presidi antincendio. Va tenuto aggiornato e a disposizione in caso di controllo.

Quanto spesso va aggiornato il registro?

Ogni volta che si fa un controllo, un intervento di manutenzione o si trova un’anomalia. Per gli estintori, per esempio, il controllo periodico è ogni sei mesi, quindi almeno due annotazioni l’anno per ciascuno; a queste si aggiungono le verifiche sugli altri presidi e ogni intervento straordinario.

Il verbale del manutentore sostituisce il registro?

No, lo alimenta. Il verbale documenta un singolo intervento; il registro raccoglie nel tempo tutti i controlli e le manutenzioni della sede. Allegare o riportare i verbali nel registro è il modo più semplice per tenerlo completo.

Vuoi sapere a che punto sei?

Un sopralluogo chiarisce cosa c’è, cosa manca e cosa è in scadenza. Il preventivo è chiaro e senza obbligo di acquisto.